La casa dei Cavalieri di Rodi.
La casa sopra il tempo.
Cavalieri, cardinali, monache di Roma nella Casa dei Cavalieri di Rodi
Ci sono luoghi di Roma che appartengono a un’epoca.
E poi ce ne sono altri che sembrano averle attraversate tutte.
La Casa dei Cavalieri di Rodi, sospesa sopra il Foro di Augusto, è uno di questi.
Da una parte c’è la Roma degli imperatori, con il Foro voluto da Augusto e il Tempio di Marte Ultore.
Dall’altra quella medievale dei monaci e dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Poi arriva il Rinascimento del cardinale Marco Barbo, con i suoi saloni e una loggia aperta sopra la città.
Infine le monache Domenicane, le demolizioni del Novecento e il ritorno dell’Ordine di Malta.
Ma questa volta non voglio raccontarvela seguendo semplicemente le date.
Voglio provare a far parlare le persone che questa Casa l’hanno costruita, abitata, trasformata o anche soltanto
Cominceremo dalla fine. E dalla luce.
Entreremo nella Casa dei Cavalieri di Rodi e saliremo direttamente verso la sua celebre
loggia quattrocentesca, per raggiungerla quando Roma comincerà a cambiare colore.
Fu il cardinale Marco Barbo, nipote di papa Paolo II e Gran Priore gerosolimitano di Roma, a promuovere nel
Quattrocento la grande trasformazione della residenza. La loggia, affacciata sui Fori, conserva ancora
frammenti della sua decorazione: imperatori, paesaggi, piante e animali.
Ma soprattutto c’è Roma.
Vista dall’alto.
E al tramonto.
Per qualche minuto lasceremo quindi che sia proprio lei a raccontarsi.
Poi entreremo nella Casa dei Cavalieri di Rodi
Nel Salone d’Onore, tra le bandiere dell’Ordine, incontreremo idealmente un Cavaliere gerosolimitano.
Perché prima di essere una suggestiva dimora rinascimentale questo luogo apparteneva a uomini che avevano
scelto una vita singolare, sospesa tra religione, assistenza, disciplina e guerra. L’Ordine di San Giovanni si
insediò nell’area già nel Medioevo, sopra strutture che a loro volta insistevano sul Foro di Augusto.
Le bandiere diventeranno così il pretesto per raccontare il Mediterraneo: Gerusalemme, Rodi, Malta e Roma.
Non una geografia fatta soltanto di luoghi, ma di partenze, assedi, sconfitte e identità.
E poi Roma tornerà a essere Roma.
Perché a pochi passi da noi compare un personaggio che con i Cavalieri non c’entra quasi nulla: Onofrio del Grillo.
O forse sì.
Non quello storico, almeno.
Mario Monicelli scelse infatti proprio il loggiato della Casa dei Cavalieri di Rodi per alcune scene esterne
dell’abitazione del Marchese nel celebre film con Alberto Sordi.
Per una sera potremo quindi permetterci di immaginare che Onofrio sia ancora da qualche parte, affacciato da
una finestra, intento a osservare quella Roma sulla quale avrebbe certamente trovato qualcosa da ridire.
Ma la Casa custodisce anche un’altra voce.
È una voce femminile.
Nel 1566 i Cavalieri lasciarono questo luogo e papa Pio V lo affidò alle Domenicane Neofite. Il complesso
cambiò nuovamente volto e la chiesa venne dedicata alla Santissima Annunziata
Qui entrerà nel nostro racconto Suor Beatrice.
Non cercatela nei documenti: sarà la nostra voce narrativa, una figura costruita sulle donne che realmente
attraversarono quelle stanze.
Attraverso di lei proveremo a immaginare cosa significasse guardare Roma dalle stesse finestre da cui, un
secolo prima, un cardinale osservava il proprio palazzo.
Stesso luogo.
Due vite completamente diverse.
Infine scenderemo.
La nostra ultima tappa sarà la Cappella di San Giovanni Battista, patrono dell’Ordine, ricavata nell’atrio di
un’antica struttura romana.
Ed è qui che il viaggio si chiuderà.
Non davanti al panorama, ma sotto di esso.
Perché forse questo antico luogo racconta Roma meglio di tanti monumenti più famosi: a Roma niente scompare veramente.
Un antico luogo di epoca romana diventa parte di un Foro.
Sopra il Foro nasce un monastero.
Nel monastero arrivano i Cavalieri.
Un cardinale lo trasforma in una residenza.
Le stanze diventano convento.
Il convento viene demolito.
L’a Casa ‘antico luogo di epoca romana riemerge.
E molti secoli dopo persino il cinema decide di inventarle un nuovo abitante.
Roma non sostituisce. Roma sovrappone.
Ed è proprio dentro queste sovrapposizioni che, per una sera, entreremo.
Vieni a scoprire questo palcoscenico multistrato insieme a noi
Informazioni di visita
Sabato 17 ottobre 2026
Appuntamento ore 18:30 – Piazza del Grillo, 1
Inizio visita ore 18:45
Apertura riservata RomaInTour
Permanenza all’interno del complesso: massimo 1 ora
Percorso complessivo, compresa introduzione esterna: circa 1 ora e 30 minuti
Numero chiuso: massimo 25 partecipanti
Biglietto d’ingresso: €10
Visita guidata RomaInTour: €15, incluso sistema di microfonaggio
Totale: €25 a persona
Conferma della prenotazione entro il 14 ottobre.